domenica 15 ottobre 2017
venerdì 13 ottobre 2017
gara di ottave.. anche il nostro è un sequel
IL NEGROMANTE STO SOTTO LA RUPE NEL CASTEL TIEN LE DONNE E I CAVALIERI FISSAN LA VIA DEL SOL COME LE LUPE TENTANDO DI evitar ASPRI PENSIERI UDENDO LE MAGIE DIVENTAR CUPE SCRUTANDO INVANO SELVAGGI SENTIERI MA BRADAMANTE LA SPADA MOSTRAVA POICHÉ IL SUO CUOR PER RUGGERO CANTAVA Nicola Matteini. IL NEGROMANTE STA SOTTO LA RUPE ED È OCCUPATO NELL’ARDUA CONTESA CON LA DONNA, INCOLUME ALLA LUCE DELLO SCUDO CHE IL MAESTRO PALESA I PRIGIONIERI SENZ’ANIME CUPE OZIANO IGNARI DELL’OSTICA IMPRESA CHE PORTERÀ L’IMPROVVISA LIBERTÀ QUANDO POLVERE IL CASTELLO DIVERRÀ Lorenzo Cappelli.
IL NEGROMANTE STA SOTTO LA RUPE PERSO LO SCUDO DI SETA VERMIGLIA suggerisce AL GRIFON FORMULE CUPE che balza in CIEL, LE FRONDE poi SCOMPIGLIA BRADAMANTE SORVOLA PAREA NUBE IL PIÈ DI RUGGER FUOR DA LA FANGHIGLIA IL VOLTO D’ELLA SI FECE INCUPITO IL SUO GRANDE AMOR DI NUOVO SVANITO Alice Drudi.
IL NEGROMANTE STA SOTTO LA RUPE SFOGLIANDO iL VECCHIO LIBRO POLVEROSO ALTE POSSENTI ROCCE, GROTTE CUPE D’IMPROVVISO NEL GRAN BACIN NEBBIOSO AVANZA IL CAVALIER, urlan LE UPUPE MOSTRA L’ARME iL PALADIN MINACCIOSO formule anctiche il negromante annuncia COLPISCE L’uOM dove ferita brucia Samuele Moretti.
IL NEGROMANTE STA SOTTO LA RUPE CHE IGNUDA S’ALZA PRIVA DI MAGIA E ORMAI SOLO TRA LE LONZE E LE LUPE LASSO DI UNA FORTUNA TANTO RIA LENTO CAMMINA PER LE FRONDE CUPE MA UN’OMBRA AMICA APPARE NELLA VIA POICHÉ MAI più RUGGERO SAREBBE ANDATO SENZA AL MAGO PORTAR fiero SALUTO Giulia Gallai.
IL NEGROMANTE STA SOTTO LA RUPE MIRANDO DAME E CAVALIER DANZARE AL SUO SOLO MOSTRAR TERRORE INCUTE MA SENZA LIBRO FU poi VISTO ENTRARE LE ANIME ALLOR NON FURONo PIÙ CUPE CON FESTONI DI ROSE , MIRTI E MORE ripresero A danzar PER ORE e ore Sharon Recchia.
IL NEGROMANTE STA SOTTO LA RUPE IL CORPO FERMO MA L’ANIMO RATTO SEGUE L’AMATO FIGLIO NELLA NUBE CHE lo nASCONDE SENZA UN PO DI TATTO IL CAVALIERe DAL DESTINO RUDE La montagna RISALE IL VECCHIO MATTO SENZA PENSARE di giugere al trionfo E PER LA STRADA CADE CON UN TONFO Elisa Serritelli
martedì 10 ottobre 2017
guardate, pensate, sognate, decidete..
Gentile Professore/Gentile Professoressa,
anche quest'anno l'Associazione Intercultura Onlus ha aperto le iscrizioni al bando di concorso che assegna oltre duemila posti per programmi scolastici e linguistici all'estero a studenti delle classi seconde e terze delle scuole superiori.
La scadenza per iscriversi al concorso è il 10 novembre 2017.
Circa
il 73% dei partecipanti agli scambi di Intercultura beneficia di una
borsa di studio totale o parziale messe a disposizione dall'Associazione
stessa o da sponsor (aziende, enti locali, istituzioni pubbliche,
fondazioni, banche e donatori privati).
Gli
studenti della Regione Emilia-Romagna attualmente all'estero con i
programmi di Intercultura 2017-2018 hanno beneficiato di borse di studio
per un totale di 859.000 euro.
Nel territorio della Regione Emilia-Romagna segnaliamo la possibilità di beneficiare dei contributi offerti da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, da Fondazione Cariparma e da Fondazione Manodori, che verranno assegnati a studenti iscritti al concorso di Intercultura, con i requisiti descritti nei relativi bandi.
Intercultura
è una onlus eretta a ente morale dal Presidente della Repubblica, opera
nella scuola dal 1955, ha un progetto educativo riconosciuto a livello
europeo, documenta le competenze trasversali acquisite dai suoi borsisti
ed è affiancata da una Fondazione a cui partecipano il Miur e il
Ministero degli Affari Esteri. I volontari di Intercultura operano su
tutto il territorio italiano e mettono a disposizione i loro contatti
sul sito dell'Associazione.
Ci
auguriamo di poter contare sul Suo sostegno, in particolare per
estendere l'informazione agli studenti delle scuole interessate.
Ringraziando
per l'attenzione che vorrà dare all'iniziativa, restiamo in attesa di
un gentile riscontro e porgiamo cordiali saluti.
_____________________
Flaminia Bizzarri Responsabile Relazioni Istituzionali e Scuola INTERCULTURA Onlus Tel. (+39) 06.48882411 - Fax. (+39) 06.48882444 www.intercultura.it, www.fondazioneintercultura.it, www.scuoleinternazionali.org |
giovedì 31 agosto 2017
lavorando per la quinta..
si, avete capito bene, noi lavoriamo già da tanto per la quinta..
andate al cinema a vedere Dunkirk

la prof
andate al cinema a vedere Dunkirk
la prof
mercoledì 16 agosto 2017
ci siete?
ci siete? nuotate, navigate, arrampicate?
scavate come talpe, becchettate come picchi rossi, strisciate come lombrichi operosi?
Tutto bene, continuate così ma ricordate che l'estate, per definizione, finisce e la miniera ( nel senso di fatica ma anche di scrigno di tesori) ci aspetta.
Quindi mi raccomando, leggete quello che dovete leggere perché non ci sarà pietà😃
scavate come talpe, becchettate come picchi rossi, strisciate come lombrichi operosi?
Tutto bene, continuate così ma ricordate che l'estate, per definizione, finisce e la miniera ( nel senso di fatica ma anche di scrigno di tesori) ci aspetta.
Quindi mi raccomando, leggete quello che dovete leggere perché non ci sarà pietà😃
mamma oca ha parlato
martedì 18 aprile 2017
venerdì 14 aprile 2017
Senza alcun angusto limite....
GIOVANNI PICO DELLA MIRANDOLA dall’Oratio de hominis dignitate
Già Dio, sommo padre ed architetto del mondo, aveva costruito, secondo le leggi della sua arcana1 sapienza, questo universo che noi vediamo, dimora e tempio della sua divinità, aveva abbellito con intelligenze angeliche la regione2 che è al di sopra del cielo, aveva dato anima eterna ai globi eterei3 , aveva popolato con ogni specie di animali le parti putrescenti e fermentanti del mondo inferiore. Ma, compiuta la sua opera,l’Artefice sentiva il desiderio che ci fosse qualcuno che comprendesse la ragione,amasse la bellezza e ammirasse la grandiosità di un’opera tanto meravigliosa. Perciò, quando ormai tutto l’universo era stato portato a compimento (come testimoniano Mosè e Timeo4 ), pensò di creare l’uomo. Però negli archetipi5 non c’era nulla da prendere come modello per una nuova stirpe, nei tesori nulla da attribuire come dote personale al nuovo figlio e in nessuna parte del mondo una sede particolare per questo contemplatore dell’universo.Ogni spazio era già pieno:tutto era già stato distribuito ai vari ordini delle creature, i sommi, i medi, gli infimi6 . Non sarebbe stato degno della Potestà del Padre7 venir meno8 , al termine della creazione,quasi per esaurimento,né della sua Sapienza esitare in una cosa necessaria per mancanza di consiglio9 , né del suo benefico Amore che la creatura destinata a lodare la generosità divina fosse costretta a rammaricarsene per quello che lo riguarda personalmente. Stabilì alfine l’ottimo Artefice che a colui, al quale non si poteva dare nulla di proprio10, fosse comune tutto quello che di particolare era stato attribuito alle altre creature. E così accolse l’uomo come opera di natura non definita11, lo pose nel cuore dell’universo e così gli parlò: «O Adamo, non ti ho dato né una sede determinata, né un aspetto tuo particolare, né alcuna prerogativa12 a te solo peculiare, perché quella sede, quell’aspetto, quella prerogativa che tu desidererai, tu te le conquisti e le mantenga secondo la tua volontà e il tuo giudizio. La natura degli altri esseri, stabilita una volta per sempre, è costretta entro leggi da me fissate in precedenza. Tu invece,da nessun angusto limite costretto, determinerai da te la tua natura secondo la tua libera volontà, nel cui potere ti ho posto.Ti ho messo al centro del mondo perché di lì più agevolmente tu possa vedere, guardandoti intorno, tutto quello che nel mondo esiste. Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché tu, come se di te stesso fossi il libero e sovrano creatore, ti plasmi13 da te secondo la forma che preferisci. Tu potrai degenerare abbassandoti sino agli esseri inferiori che sono i bruti14, oppure, seguendo l’impulso del tuo animo, rigenerarti elevandoti agli spiriti maggiori che sono divini». O somma liberalità di Dio padre, o somma e mirabile fortuna dell’uomo, al quale è concesso di avere ciò che desidera e di essere ciò che vuole. I bruti, non appena nascono, recano dal seno materno ciò che per sempre avranno. Gli spiriti superiori15 o già dall’inizio o poco dopo furono quello che saranno per l’eternità. Invece nell’uomo, al momento della nascita, Dio pose i semi di ogni specie e i germi di ogni vita: a seconda di come ciascuno li coltiverà, questi si svilupperanno e produrranno in lui i loro frutti.
note: 1. arcana: segreta, misteriosa. 2. la regione: l’Empireo, che, anche nella concezione dantesca del mondo ultraterreno, era il più alto dei cieli, dove, insieme a Dio, risiedevano gli angeli ed i beati. 3. globi eterei: corpi celesti. 4. Mosè e Timeo: cioè la Bibbia ed un dialogo del filosofo greco Platone. 5. archetipi: modelli originari ed ideali delle cose create, presenti nella mente di Dio, di cui le realtà materiali sono solo copie imperfette, secondo la dottrina platonica. 6. sommi ... infimi: le creature più elevate, quelle mediocri, quelle più basse. 7. Potestà del Padre: l’onnipotenza di Dio. 8. venir meno: rinunciare al suo compito ed al suo progetto. 9. consiglio: capacità di discernere e di decidere. 10. nulla di proprio: caratteristiche che fossero sue e di nessuna altra creatura. 11. di natura non definita: l’uomo, essendo libero, può decidere della propria sorte, nel bene e nel male, mentre le altre creature hanno già un comportamento determinato dalla natura stessa. 12. prerogativa: privilegio particolare. 13. ti plasmi: modelli te stesso. 14. bruti: creature prive di ragione e dominate dall’istinto. 15. Gli spiriti superiori: gli angeli. G
Già Dio, sommo padre ed architetto del mondo, aveva costruito, secondo le leggi della sua arcana1 sapienza, questo universo che noi vediamo, dimora e tempio della sua divinità, aveva abbellito con intelligenze angeliche la regione2 che è al di sopra del cielo, aveva dato anima eterna ai globi eterei3 , aveva popolato con ogni specie di animali le parti putrescenti e fermentanti del mondo inferiore. Ma, compiuta la sua opera,l’Artefice sentiva il desiderio che ci fosse qualcuno che comprendesse la ragione,amasse la bellezza e ammirasse la grandiosità di un’opera tanto meravigliosa. Perciò, quando ormai tutto l’universo era stato portato a compimento (come testimoniano Mosè e Timeo4 ), pensò di creare l’uomo. Però negli archetipi5 non c’era nulla da prendere come modello per una nuova stirpe, nei tesori nulla da attribuire come dote personale al nuovo figlio e in nessuna parte del mondo una sede particolare per questo contemplatore dell’universo.Ogni spazio era già pieno:tutto era già stato distribuito ai vari ordini delle creature, i sommi, i medi, gli infimi6 . Non sarebbe stato degno della Potestà del Padre7 venir meno8 , al termine della creazione,quasi per esaurimento,né della sua Sapienza esitare in una cosa necessaria per mancanza di consiglio9 , né del suo benefico Amore che la creatura destinata a lodare la generosità divina fosse costretta a rammaricarsene per quello che lo riguarda personalmente. Stabilì alfine l’ottimo Artefice che a colui, al quale non si poteva dare nulla di proprio10, fosse comune tutto quello che di particolare era stato attribuito alle altre creature. E così accolse l’uomo come opera di natura non definita11, lo pose nel cuore dell’universo e così gli parlò: «O Adamo, non ti ho dato né una sede determinata, né un aspetto tuo particolare, né alcuna prerogativa12 a te solo peculiare, perché quella sede, quell’aspetto, quella prerogativa che tu desidererai, tu te le conquisti e le mantenga secondo la tua volontà e il tuo giudizio. La natura degli altri esseri, stabilita una volta per sempre, è costretta entro leggi da me fissate in precedenza. Tu invece,da nessun angusto limite costretto, determinerai da te la tua natura secondo la tua libera volontà, nel cui potere ti ho posto.Ti ho messo al centro del mondo perché di lì più agevolmente tu possa vedere, guardandoti intorno, tutto quello che nel mondo esiste. Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché tu, come se di te stesso fossi il libero e sovrano creatore, ti plasmi13 da te secondo la forma che preferisci. Tu potrai degenerare abbassandoti sino agli esseri inferiori che sono i bruti14, oppure, seguendo l’impulso del tuo animo, rigenerarti elevandoti agli spiriti maggiori che sono divini». O somma liberalità di Dio padre, o somma e mirabile fortuna dell’uomo, al quale è concesso di avere ciò che desidera e di essere ciò che vuole. I bruti, non appena nascono, recano dal seno materno ciò che per sempre avranno. Gli spiriti superiori15 o già dall’inizio o poco dopo furono quello che saranno per l’eternità. Invece nell’uomo, al momento della nascita, Dio pose i semi di ogni specie e i germi di ogni vita: a seconda di come ciascuno li coltiverà, questi si svilupperanno e produrranno in lui i loro frutti.
note: 1. arcana: segreta, misteriosa. 2. la regione: l’Empireo, che, anche nella concezione dantesca del mondo ultraterreno, era il più alto dei cieli, dove, insieme a Dio, risiedevano gli angeli ed i beati. 3. globi eterei: corpi celesti. 4. Mosè e Timeo: cioè la Bibbia ed un dialogo del filosofo greco Platone. 5. archetipi: modelli originari ed ideali delle cose create, presenti nella mente di Dio, di cui le realtà materiali sono solo copie imperfette, secondo la dottrina platonica. 6. sommi ... infimi: le creature più elevate, quelle mediocri, quelle più basse. 7. Potestà del Padre: l’onnipotenza di Dio. 8. venir meno: rinunciare al suo compito ed al suo progetto. 9. consiglio: capacità di discernere e di decidere. 10. nulla di proprio: caratteristiche che fossero sue e di nessuna altra creatura. 11. di natura non definita: l’uomo, essendo libero, può decidere della propria sorte, nel bene e nel male, mentre le altre creature hanno già un comportamento determinato dalla natura stessa. 12. prerogativa: privilegio particolare. 13. ti plasmi: modelli te stesso. 14. bruti: creature prive di ragione e dominate dall’istinto. 15. Gli spiriti superiori: gli angeli. G
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IL NEGROMANTE STA SOTTO LA RUPE
IL CORPO FERMO MA L’ANIMO RATTO
SEGUE L’AMATO FIGLIO NELLA NUBE
CHE lo nASCONDE SENZA UN PO DI TATTO
IL CAVALIERe DAL DESTINO RUDE
La montagna RISALE IL VECCHIO MATTO
SENZA PENSARE di giugere al trionfo
E PER LA STRADA CADE CON UN TONFO
Elisa Serritelli



