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martedì 18 aprile 2017
venerdì 14 aprile 2017
Senza alcun angusto limite....
GIOVANNI PICO DELLA MIRANDOLA dall’Oratio de hominis dignitate
Già Dio, sommo padre ed architetto del mondo, aveva costruito, secondo le leggi della sua arcana1 sapienza, questo universo che noi vediamo, dimora e tempio della sua divinità, aveva abbellito con intelligenze angeliche la regione2 che è al di sopra del cielo, aveva dato anima eterna ai globi eterei3 , aveva popolato con ogni specie di animali le parti putrescenti e fermentanti del mondo inferiore. Ma, compiuta la sua opera,l’Artefice sentiva il desiderio che ci fosse qualcuno che comprendesse la ragione,amasse la bellezza e ammirasse la grandiosità di un’opera tanto meravigliosa. Perciò, quando ormai tutto l’universo era stato portato a compimento (come testimoniano Mosè e Timeo4 ), pensò di creare l’uomo. Però negli archetipi5 non c’era nulla da prendere come modello per una nuova stirpe, nei tesori nulla da attribuire come dote personale al nuovo figlio e in nessuna parte del mondo una sede particolare per questo contemplatore dell’universo.Ogni spazio era già pieno:tutto era già stato distribuito ai vari ordini delle creature, i sommi, i medi, gli infimi6 . Non sarebbe stato degno della Potestà del Padre7 venir meno8 , al termine della creazione,quasi per esaurimento,né della sua Sapienza esitare in una cosa necessaria per mancanza di consiglio9 , né del suo benefico Amore che la creatura destinata a lodare la generosità divina fosse costretta a rammaricarsene per quello che lo riguarda personalmente. Stabilì alfine l’ottimo Artefice che a colui, al quale non si poteva dare nulla di proprio10, fosse comune tutto quello che di particolare era stato attribuito alle altre creature. E così accolse l’uomo come opera di natura non definita11, lo pose nel cuore dell’universo e così gli parlò: «O Adamo, non ti ho dato né una sede determinata, né un aspetto tuo particolare, né alcuna prerogativa12 a te solo peculiare, perché quella sede, quell’aspetto, quella prerogativa che tu desidererai, tu te le conquisti e le mantenga secondo la tua volontà e il tuo giudizio. La natura degli altri esseri, stabilita una volta per sempre, è costretta entro leggi da me fissate in precedenza. Tu invece,da nessun angusto limite costretto, determinerai da te la tua natura secondo la tua libera volontà, nel cui potere ti ho posto.Ti ho messo al centro del mondo perché di lì più agevolmente tu possa vedere, guardandoti intorno, tutto quello che nel mondo esiste. Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché tu, come se di te stesso fossi il libero e sovrano creatore, ti plasmi13 da te secondo la forma che preferisci. Tu potrai degenerare abbassandoti sino agli esseri inferiori che sono i bruti14, oppure, seguendo l’impulso del tuo animo, rigenerarti elevandoti agli spiriti maggiori che sono divini». O somma liberalità di Dio padre, o somma e mirabile fortuna dell’uomo, al quale è concesso di avere ciò che desidera e di essere ciò che vuole. I bruti, non appena nascono, recano dal seno materno ciò che per sempre avranno. Gli spiriti superiori15 o già dall’inizio o poco dopo furono quello che saranno per l’eternità. Invece nell’uomo, al momento della nascita, Dio pose i semi di ogni specie e i germi di ogni vita: a seconda di come ciascuno li coltiverà, questi si svilupperanno e produrranno in lui i loro frutti.
note: 1. arcana: segreta, misteriosa. 2. la regione: l’Empireo, che, anche nella concezione dantesca del mondo ultraterreno, era il più alto dei cieli, dove, insieme a Dio, risiedevano gli angeli ed i beati. 3. globi eterei: corpi celesti. 4. Mosè e Timeo: cioè la Bibbia ed un dialogo del filosofo greco Platone. 5. archetipi: modelli originari ed ideali delle cose create, presenti nella mente di Dio, di cui le realtà materiali sono solo copie imperfette, secondo la dottrina platonica. 6. sommi ... infimi: le creature più elevate, quelle mediocri, quelle più basse. 7. Potestà del Padre: l’onnipotenza di Dio. 8. venir meno: rinunciare al suo compito ed al suo progetto. 9. consiglio: capacità di discernere e di decidere. 10. nulla di proprio: caratteristiche che fossero sue e di nessuna altra creatura. 11. di natura non definita: l’uomo, essendo libero, può decidere della propria sorte, nel bene e nel male, mentre le altre creature hanno già un comportamento determinato dalla natura stessa. 12. prerogativa: privilegio particolare. 13. ti plasmi: modelli te stesso. 14. bruti: creature prive di ragione e dominate dall’istinto. 15. Gli spiriti superiori: gli angeli. G
Già Dio, sommo padre ed architetto del mondo, aveva costruito, secondo le leggi della sua arcana1 sapienza, questo universo che noi vediamo, dimora e tempio della sua divinità, aveva abbellito con intelligenze angeliche la regione2 che è al di sopra del cielo, aveva dato anima eterna ai globi eterei3 , aveva popolato con ogni specie di animali le parti putrescenti e fermentanti del mondo inferiore. Ma, compiuta la sua opera,l’Artefice sentiva il desiderio che ci fosse qualcuno che comprendesse la ragione,amasse la bellezza e ammirasse la grandiosità di un’opera tanto meravigliosa. Perciò, quando ormai tutto l’universo era stato portato a compimento (come testimoniano Mosè e Timeo4 ), pensò di creare l’uomo. Però negli archetipi5 non c’era nulla da prendere come modello per una nuova stirpe, nei tesori nulla da attribuire come dote personale al nuovo figlio e in nessuna parte del mondo una sede particolare per questo contemplatore dell’universo.Ogni spazio era già pieno:tutto era già stato distribuito ai vari ordini delle creature, i sommi, i medi, gli infimi6 . Non sarebbe stato degno della Potestà del Padre7 venir meno8 , al termine della creazione,quasi per esaurimento,né della sua Sapienza esitare in una cosa necessaria per mancanza di consiglio9 , né del suo benefico Amore che la creatura destinata a lodare la generosità divina fosse costretta a rammaricarsene per quello che lo riguarda personalmente. Stabilì alfine l’ottimo Artefice che a colui, al quale non si poteva dare nulla di proprio10, fosse comune tutto quello che di particolare era stato attribuito alle altre creature. E così accolse l’uomo come opera di natura non definita11, lo pose nel cuore dell’universo e così gli parlò: «O Adamo, non ti ho dato né una sede determinata, né un aspetto tuo particolare, né alcuna prerogativa12 a te solo peculiare, perché quella sede, quell’aspetto, quella prerogativa che tu desidererai, tu te le conquisti e le mantenga secondo la tua volontà e il tuo giudizio. La natura degli altri esseri, stabilita una volta per sempre, è costretta entro leggi da me fissate in precedenza. Tu invece,da nessun angusto limite costretto, determinerai da te la tua natura secondo la tua libera volontà, nel cui potere ti ho posto.Ti ho messo al centro del mondo perché di lì più agevolmente tu possa vedere, guardandoti intorno, tutto quello che nel mondo esiste. Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché tu, come se di te stesso fossi il libero e sovrano creatore, ti plasmi13 da te secondo la forma che preferisci. Tu potrai degenerare abbassandoti sino agli esseri inferiori che sono i bruti14, oppure, seguendo l’impulso del tuo animo, rigenerarti elevandoti agli spiriti maggiori che sono divini». O somma liberalità di Dio padre, o somma e mirabile fortuna dell’uomo, al quale è concesso di avere ciò che desidera e di essere ciò che vuole. I bruti, non appena nascono, recano dal seno materno ciò che per sempre avranno. Gli spiriti superiori15 o già dall’inizio o poco dopo furono quello che saranno per l’eternità. Invece nell’uomo, al momento della nascita, Dio pose i semi di ogni specie e i germi di ogni vita: a seconda di come ciascuno li coltiverà, questi si svilupperanno e produrranno in lui i loro frutti.
note: 1. arcana: segreta, misteriosa. 2. la regione: l’Empireo, che, anche nella concezione dantesca del mondo ultraterreno, era il più alto dei cieli, dove, insieme a Dio, risiedevano gli angeli ed i beati. 3. globi eterei: corpi celesti. 4. Mosè e Timeo: cioè la Bibbia ed un dialogo del filosofo greco Platone. 5. archetipi: modelli originari ed ideali delle cose create, presenti nella mente di Dio, di cui le realtà materiali sono solo copie imperfette, secondo la dottrina platonica. 6. sommi ... infimi: le creature più elevate, quelle mediocri, quelle più basse. 7. Potestà del Padre: l’onnipotenza di Dio. 8. venir meno: rinunciare al suo compito ed al suo progetto. 9. consiglio: capacità di discernere e di decidere. 10. nulla di proprio: caratteristiche che fossero sue e di nessuna altra creatura. 11. di natura non definita: l’uomo, essendo libero, può decidere della propria sorte, nel bene e nel male, mentre le altre creature hanno già un comportamento determinato dalla natura stessa. 12. prerogativa: privilegio particolare. 13. ti plasmi: modelli te stesso. 14. bruti: creature prive di ragione e dominate dall’istinto. 15. Gli spiriti superiori: gli angeli. G
lunedì 20 marzo 2017
pappa da grandi
E' uscito il worldhappiness report 2017.
Scaricate il report, andate alle pagine 20-23 e poi 27..pensate, cercate... decidete di approfondire magari..
poi ne discutiamo in modo serio, senza né cozze né vongole
http://worldhappiness.report/
Scaricate il report, andate alle pagine 20-23 e poi 27..pensate, cercate... decidete di approfondire magari..
poi ne discutiamo in modo serio, senza né cozze né vongole
http://worldhappiness.report/
domenica 12 marzo 2017
venerdì 10 marzo 2017
Prima di Firenze..
ricordatevi:
Dante nel canto XIX dell'Inferno (vv.16-18) parla del battistero, definendolo "il mio bel Sangiovanni".
Boccaccio legge e commenta i primi canti della Commedia di S. Stefano in Badia
Il Decameron di Boccaccio comincia con le giovani fiorentine che si incontrano a S. Maria Novella.
Dante nel canto XIX dell'Inferno (vv.16-18) parla del battistero, definendolo "il mio bel Sangiovanni".
Boccaccio legge e commenta i primi canti della Commedia di S. Stefano in Badia
Il Decameron di Boccaccio comincia con le giovani fiorentine che si incontrano a S. Maria Novella.
giovedì 9 marzo 2017
chi e perchè?
Chi era Bartolomeo de la Casas e perchè è sul nostro blog?
De Las Casas cambiò la sua visione del sistema intorno al 1515, liberò i suoi schiavi indiani e cominciò a denunciare le menzogne. Si sentì moralmente obbligato a informare la corte spagnola di quanto veniva fatto nel nome di Cristo.
“Voglio interrompere il silenzio criminale sulla rovina che queste persone hanno causato a un numero incalcolabile di anime e corpi”, scrisse. “Ho deciso di stampare alcuni dei tantissimi episodi di cui sono stato testimone in passato, perché sono tutte verità.”
E queste verità, descritte in lunghi memoriali sui maltrattamenti inflitti agli Indiani – uno tra i più famosi è intitolato “Breve relazione sulla distruzione delle Indie” – indussero Carlo V a promulgare, nel 1552, la “Nuova Legge”, che aboliva la schiavitù e il sistema dell’ encomienda, con la conseguente liberazione di migliaia di schiavi.
venerdì 30 dicembre 2016
contro gli eccessi di zuccheri...
https://www.savethechildren.it/atlante-dell-infanzia-rischio
emergete dai canditi, dallo zucchero a velo e dai torroni e, in uno dei rari momenti di lucidità, guardate questo report e preparate qualche scelta, qualche riflessione.
emergete dai canditi, dallo zucchero a velo e dai torroni e, in uno dei rari momenti di lucidità, guardate questo report e preparate qualche scelta, qualche riflessione.
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